Diciamoci la verità, anche se ci duole ammetterlo, la maggior parte di noi gen Z non frequenta più il liceo… in alcuni casi pure da un bel po'. Siamo già verso la fine degli studi universitari, in difficoltà a trovare una soluzione lavorativa soddisfacente, alla ricerca di una relazione romantica stabile, a combattere con il pagamento degli affitti (quando qualche miracolato riesce a trovare una casa)...

Questo non è solo il bollettino giornalistico dei problemi dei giovani ventenni, sono anche i problemi che affrontano i protagonisti della serie Adults, la cui seconda stagione è approdata su Disney+ il 30 settembre.

La serie segue le disavventure di Anton, Paul Baker (rigorosamente chiamato con cognome annesso), Billie, Samir e Issa, cinque ragazzi coinquilini che affrontano i primi ostacoli della vita adulta, con quel tocco di umorismo sopra le righe che rende il tutto ancora più confusionario e nonsense.

Ciclicamente, ogni generazione ha bisogno di una serie comedy che possa rappresentarla, una serie che metta in luce le speranze di quella generazione, così come le sue insicurezze. I protagonisti di queste serie sono spesso un gruppo di amici, magari che condividono un appartamento, un loft o un pianerottolo. Seinfeld, Friends, How I Met Your Mother, New Girl, sono solo alcuni dei titoli più influenti che con i loro personaggi e le loro storie hanno accompagnato le generazioni precedenti. All'appello mancavano ancora serie che riuscissero, senza paternalismi, a raccontare la generazione Z, le sue incertezze, i suoi desideri, al di fuori delle mura scolastiche.

Adults non è l'unica serie che inizia a raccontare la vita adulta degli odierni ventenni, solo nel corso del 2024 e 2025 abbiamo avuto altri prodotti televisivi che cercano di riempire questo vuoto generazionale. Serie come Overcompensating, dedicata alla scoperta di sé nel mondo universitario, I Love LA, una critica al falso mondo hollywoodiano e la sfortunata Not Suitable for Work, serie sorella di Adults (cinque ragazzi vicini di casa alle prese con le difficoltà della vita lavorativa), targata sempre Hulu ma cancellata dopo una promettente prima stagione.

Nonostante tutte queste serie appena citate siano coerenti e godibilissime, Adults è quella che forse riesce in modo più mirato e spietato a parlare direttamente alla generazione che rappresenta. Il lavoro? Si è un problema, ma ancora più problematica è la foto compromettente scattata al liceo, rimasta nei meandri di Facebook prontamente da cancellare. Sì, nessuno dei protagonisti può pagarsi l'affitto di una casa a New York, perché i loro stipendi non riescono a coprire i costi, ma è ancora più dura tenere separati due gruppi di amici l'uno l'opposto dell'altro.

Ciò che Adults quindi è riuscito a centrare è la necessità della gen Z di evadere dai problemi della vita comune. Dimenticarsi di quel piccolo pensiero che ci ricorda che, forse, non si è più così piccoli come si crede. Rendersi conto che il mondo degli adulti si sta avvicinando sempre di più, ma non per questo si deve avere la pretesa di essere perfetti fin da subito. L’età adulta è lì che aspetta, nel mentre il processo per arrivarci - sbagliare, inciampare e poi rialzarsi - può rivelarsi in realtà estremamente divertente.