"Ci avete abbandonati" è un progetto indipendente, prodotto da Info Irpinia APS e Frame Production, realizzato da un collettivo di giovani dell'Alta Irpinia. Partendo dal luogo di riferimento, con grande senso di appartenenza, il mediometraggio si estende poi ad una tematica importante a livello nazionale: il rapporto tra cinema, che è sinonimo di sogno e ambizione, e spopolamento delle aree interne italiane.

Ambientato in Irpinia, il racconto si concentra su Federico, un ragazzo che lavora come cameriere in un ristorante ma che nella vita vorrebbe fare tutt'altro, perché ha una grande passione per la recitazione. Tenterà infatti un'audizione, nonostante le pressioni negative e la totale mancanza di motivazione da parte di chi gli sta accanto, dalla famiglia agli amici, e si ritroverà a dover scegliere se rischiare o rimpiangere, se tentare di realizzare i propri sogni o restare nel contesto che è sempre stato suo: la risposta, probabilmente, si trova nel mezzo.

Con semplicità e senza la necessità di spettacolarizzare la tematica, questo ottimo lavoro che porta la firma di Giuseppe Pullo e Martin Di Lucia lascia il segno proponendo un quadro generazionale molto esplicito e trasparente, ponendo l'accento sulla provincialità e sull'assenza di spessore del contesto di riferimento, che rischia di soffocare il protagonista nel momento in cui si confronta con i suoi coetanei e non riesce ad essere capito. Il costante dubbio tra l'ambizione e la routine che porta Federico ad essere anche schivo nella propria quotidianità, apparendo scorbutico e poco accogliente, condizione che è soltanto il riflesso di una mancata realizzazione che non consente di affrontare la vita con serenità. La scelta dell'Alta Irpinia come location non è casuale e viene valorizzata dalla regia e dalla fotografia, fungendo da componente fondamentale per trasmettere allo spettatore quel senso di staticità e di malinconia che attanaglia il protagonista all'interno della storia.

Sul finale un messaggio di speranza, che non è didascalico e che non vuole insegnare nulla al pubblico, ma che trasmette positività ad una generazione che ne ha tanto bisogno. Una comunicazione diretta da parte dei giovani nei confronti di altri giovani, che non faranno fatica ad identificarsi in una storia che, indipendentemente dal contesto di riferimento, è molto attuale. L'importanza di non accontentarsi, ma al tempo stesso la volontà di non tradire le proprie radici e di restare fedeli alle proprie origini.

Un mediometraggio autentico, frutto di impegno e passione, ben messo in scena ed interpretato con dedizione da un cast di giovani pronti a mettersi in gioco, nel segno di una generazione che non ha più alcuna intenzione di restare a guardare.