Luca Marinelli è un musicista che vive a Londra, nulla che questo permetta di esplorare uno scontro di culture, o di emozioni. Siamo nella stanza, rimaniamo lì. C'è un eco distante. La star sta male e si innamora. Vive di silenzi, nascosto tra il buio, pallido, ma soffre rumorosamente. Come il film, spesso sgradevole, ma che possiede integrità nei suoi eccessi.

The Echo Chamber seduce e respinge allo stesso tempo. È un film sulla crudeltà che le persone applicano a se stesse, o fingono che non sia così. Un triangolo di dolore, amore nella sofferenza e sofferenza nell'amore. Come un parabola, un cortocircuito, una condanna, qualcosa a cui rassegnarsi. Sonda la realtà dell'eccesso fino al suo nucleo di desiderio perverso, suggerendo in definitiva che esso sia fatto di sogni lucidi di quotidianità, estranianti, ostili.

Per quanto scioccante, volgare e sgradevole possa essere, non si lascia liquidare così facilmente come "immondizia mostruosa e di cattivo gusto", cerca compostezza per poi in definitiva ribaltare il ribaltabile, sgorga tangibilità dalla gamma emotiva spesso sghemba e contraddittoria quasi interamente notturna, di freddo, caldo, poi di nuovo freddo, su pareti e con una messa in scena glaciale. Implode di colore, rosso principalmente, musica assopita e sparata e movimenti statici come di statue che desiderano animarsi ma troppo appiccicate per poterlo fare.

Gli anni non sono stati clementi con questo "tipo" di film. Tanto per le digressioni narrative che per l'esplorazione psicologica. Dove è l'ambizione ardente ed espressiva (verso la pretesa) verso cui Pallaoro propende ed aspira; a realizzare qualcosa di indulgente e bello, ma anche profondamente, sgradevolmente ripugnante. Quello che rimarrebbe un film "minore" della carriera di Bertolucci, è anche il progetto, così come è stato concepito, piuttosto maldestro e stridente, oltre i momenti di umanità che lo permeano, l'approccio vaneggiante, "classico" nella realizzazione che rimane intimo quando l'isteria dirompente insita nell'idea centrale della trama si concretizza lentamente.

Questo è cinema viscerale, senza remore e di tutti ma (purtroppo) non per tutti.