Nella sezione Orizzonti di quest’anno è arrivata una sorpresa molto gradita da un paese che non era mai approdato alla Mostra con un lungometraggio, il Bangladesh. Quarta fatica della regista Rubaiyat Hossain, The Difficult Bride racconta di una giovane promessa sposa, Zaineen, che durante i trattamenti per arrivare perfetta al giorno del matrimonio inizia a manifestare strani sfoghi sulla sua pelle. Si tratta solo dell’inizio di una spirale di strani eventi, legati al soprannaturale e all’inconscio.
Il film ha il pregio sia di risultare collegato strettamente al folklore del suo paese d’origine, sia di comunicare perfettamente con il pubblico internazionale. La premessa del corpo in mutazione, e del corpo femminile nello specifico, permette di avvicinarlo a titoli che hanno riscosso molto successo negli ultimi anni come The Substance di Coralie Fargeat che The Ugly Stepsister di Emilie Blichfeldt.
La protagonista si trova anche qui a confrontarsi con standard di bellezza e perfezione che richiedono enormi sacrifici. La preparazione al matrimonio è un rituale che comporta sofferenza. Il corpo di Zaineen viene evidenziato in ogni dettaglio dalla regia, ogni piccola imperfezione rimarcata, i suoi capelli soffrono i lunghi trattamenti a cui sono sottoposti. Il corpo femminile, come ha evidenziato la regista, è un campo di battaglia.
La componente psicologica concorre per importanza. L’orrore non viene solo dalla componente fisica, ma anche da quella spiritica. Come raccontato sempre da Hossain, la genesi del film deriva da una leggenda urbana sentita da bambina, in cui una donna era morta in circostanze misteriose in un salone di bellezza di Dhaka.
Il “degrado” fisico di Zaineen avviene in parallelo a un percorso psicologico di ribellione. La comparsa degli sfoghi sulla sua pelle è da leggere come una forma di rigetto dei modelli di femminilità limitati e imposti, e di ricerca di una nuova forma di bellezza nel grottesco.
The Difficult Bride si rivela come un ottimo titolo di genere, inserito in un filone fertile di riflessioni negli ultimi anni.



